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martedì 22 dicembre 2015

Pangiallo di Daniela Di Giuseppe - dolce tradizionale



Questa ricetta tipica del territorio della Sabina è frutto della generosa condivisione della mia amica Daniela Di giuseppe. Le sono grata per avercela voluta donare, dato che è un tesoro che tramanda dalle tradizioni della sua famiglia. La riporto integralmente così come lei l'ha condivisa:

"Vi voglio far dono di una ricetta che mi è tanto, tanto cara. Il dolce in Sabina, terra d'origine di mia madre, viene chiamato pangiallo, ma giallo non è.
Lo faceva mia nonna con una ricetta tramandata di madre in figlia e per noi non era Natale senza pangiallo.


Pangiallo, dolce natalizio tipico della Sabina
LA RICETTA
per dieci/dodici pangialli

Ingredienti:

  • 100 g di canditi (cedro e arancio)
  • 200 g di uvetta fatta rinvenire nel rum
  • 1 kg di frutta secca mista (noci, nocciole, mandorle - io ho messo anche noci di macadamia e noci pecan)
  • 200 g di pinoli
  • un pugno di fichi sechi tagliati in quattro pezzi ognuno
  • 1 kg di cioccolato fondente
  • 300 g di miele
  • 300 g di zucchero
  • 1 bicchiere di caffè
  • 1 bicchiere d'olio evo
  • 1 bicchiere di liquori misti (io rum, brandy e sambuca)
  • 100 g di cacao amaro
  • 3 albumi
  • la scorza di un'arancia e di un limone bio grattugiati
  • farina q,b, ad addensare il composto consentendo la formazione dei panetti
io ho aggiunto un pizzico di sale, che esalta tutti i sapori, una spolverata di pepe, cannella e noce moscata

Procedimento
Ho versato il caffè caldo in una casseruola dove ho spezzato grossolanamente il cioccolato fondente ed ho sciolto a bagnomaria.
Ho quindi aggiunto tutti gli ingredienti mescolando mano a mano, per ultimo ho aggiunto la farina fino ad avere la consistenza per formare i panetti (a me ne è occorsa circa 700 g).
Ho foderato con la carta forno due leccarde e ci ho accomodato i panetti. Se avete la possibilità di cuocerli in contenitori di alluminio usa e getta, manterranno molto meglio la forma, che dev'essere ovale per consentire il taglio di parecchie fette.
Ho cotto a 170° una leccarda alla volta, per almeno mezz'ora sulla parte alta del forno.
Una volta freddati, verificare che il fondo non si sia scurito e che sia cotto. Si possono rinfornare un altro quarto d'ora, se dovessero risultare ancora morbidi. Possono essere consumati dopo alcuni giorni e durano almeno un mese come appena fatti. Si possono anche congelare."




Grazie Daniela.

4 commenti:

  1. Grazie a te, Stefy. E' una gioia leggere sul tuo bellissimo blog una delle mie ricette di famiglia. Buon Natale a te e ai tuoi fortunati lettori.
    Daniela

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    1. Un felice Natale anche a voi carissima Daniela. Ti abbraccio.

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  2. Ma non c'è nessun tipo di lievito?

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    1. no. questo è un dolce tradizionale tipo il torrone, il panpepato. Non è un lievitato.

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